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6 - IL RUOLO DELLE COMUNITA' NELLA CONVENZIONE PER LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO IMMATERIALE

  • Autore: DOTT. ALESSANDRO ZAGARELLA

La convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO dà una definizione di comunità emblematiche: “comunità, gruppi e, ove appropriato, individui che creano, mantengono e trasmettono il patrimonio culturale”. L’elemento fondamentale di questa definizione è il riconoscimento, da parte di gruppi e individui, dell’elemento culturale come proprio elemento identitario, sia dal punto di vista culturale sia dal punto di vista sociale, e la collaborazione per la trasmissione dell’elemento di generazione in generazione. Esempi di comunità sono i comuni, gli enti territoriali, le associazioni locali che hanno come obiettivo quello di trasmettere, valorizzare e proteggere un determinato elemento culturale; i centri di ricerca che si occupano dell’identificazione e della catalogazione e della formazione rispetto all’elemento culturale; i singoli detentori della pratica. Sul ruolo delle comunità si è ampiamente dibattuto.
A dare una definizione specifica è il report dell’organo sussidiario del comitato intergovernativo di Bali nel 2011: “le comunità sono al centro di ognuno dei cinque criteri per l’iscrizione nelle Liste UNESCO. Esse devono collaborare attivamente a tutti i livelli del processo di candidatura, in particolare in quello dell’identificazione dell’elemento e della progettazione delle misure di salvaguardia, non solo come destinatari e beneficiari di tali misure ma come i loro iniziatori e sviluppatori”. Dal report si evince che le comunità hanno un ruolo fondamentale in tutte le fasi della candidatura, nell’implementazione delle misure di salvaguardia e in tutti e cinque i criteri che l’UNESCO richiede per l’iscrizione dell’elemento nella lista rappresentativa di salvaguardia urgente.
In primo luogo (criterio 1) le comunità devono attivamente collaborare nella fase di redazione del dossier di candidatura per identificare l'elemento: sono le comunità a dover dare i contenuti sia rispetto alle funzioni sociali sia rispetto a quelle culturali che l'elemento svolge al loro interno, sia per quanto riguarda le modalità di trasmissione di generazione in generazione e identificare quali sono i ruoli specifici di ogni individuo della comunità rispetto a quell'elemento culturale.
Le comunità inoltre (criterio 2) diventano i vettori del dialogo interculturale che parte da chi conosce quel determinato elemento culturale come propria identità. In questo modo le comunità diventano il punto focale per realizzare l'obiettivo della convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO, ovvero il dialogo tra i popoli.
In questo modo le comunità (criterio 3) non rappresentano soltanto un oggetto ma il soggetto delle misure di salvaguardia. Esse infatti devono collaborare proattivamente nella definizione delle misure più adeguate per salvaguardare quel determinato elemento culturale e devono collaborare attivamente per implementare insieme allo Stato quelle specifiche misure finalizzate a valorizzare e a proteggere l'elemento culturale.
Le comunità diventano poi le protagoniste (criterio 4) nella testimonianza del consenso: le comunità devono individuare quale è stato il loro apporto nell'intero processo di candidatura e testimoniarlo attraverso degli atti concerti come lettere, video o elementi materiali direttamente riferibili all'elemento candidato.
Infine (criterio 5) le comunità diventano l'attore principale o per richiedere l'iscrizione nel registro nazionale o locale delle pratiche culturali immateriali oppure nel creare inventari partecipativi, diventando così l'attore fulcro della catalogazione e dell'identificazione del proprio patrimonio culturale.


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