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2 - LA CONVENZIONE PER LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE UNESCO

  • Autore: PROF. PIER LUIGI PETRILLO

Che cos’è la convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale? Questa convenzione nasce formalmente nel 2003, a esito di un lungo negoziato che ha portato oltre 150 Stati dal 29 settembre al 17 ottobre del 2003 a Parigi per giungere alla firma della convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale. In realtà ha una storia molto antica: si arriva all’approvazione di questa convenzione nel 2003 ma i principi, il contenuto della convenzione, li ritroviamo in alcune dichiarazioni delle Nazioni Unite, a partire dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948 fino ad altri documenti emanati dall’UNESCO come la raccomandazione del 1989 sulla Salvaguardia delle Tradizioni Culturali e Folkloristiche e la dichiarazione del 2001 sulla Diversità Culturale. Il 17 ottobre del 2003, durante la 32esima sessione della Conferenza Generale dell’UNESCO, è stata firmata questa convenzione.
Cosa prevede la convenzione? Lo scopo della convenzione è salvaguardare the intangilble cultural heritage, cioè il patrimonio culturale immateriale; assicurare il rispetto del patrimonio culturale immateriale dei gruppi, delle comunità ma anche degli individui; aumentare e diffondere la conoscenza tra la comunità e nel mondo di quel patrimonio culturale immateriale. Cosa si intende per intangilble cultural heritage? La convenzione del 2003 definisce per patrimonio culturale immateriale “le pratiche, le rappresentazioni, le esperienze, le conoscenze, gli skills, il know how che si sono tramandate di generazione in generazione all’interno di una specifica comunità, di un gruppo o, in alcuni casi, da individuo a individuo”. Il patrimonio culturale immateriale, dunque, è quell’insieme di tradizioni orali, espressioni, performing art, pratiche sociali, rituali, festività, conoscenze, pratiche che riguardano il rapporto tra uomo-natura e uomo-universo e anche l’artigianato. La definizione che la convenzione dà di patrimonio culturale immateriale, tuttavia, come dice la stessa convenzione, non è totalizzante: non si intende per patrimonio soltanto quello che viene elencato dalla convenzione ma anche quello che viene elencato dalla convenzione.
Quali sono gli organi che governano questa convenzione e come funziona questa convenzione? I tre organi principali sono la Conferenza delle Parti, cioè la conferenza che riunisce tutti gli Stati che hanno aderito alla convenzione; il Comitato Intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale, composto da 21 Stati tra quelli che hanno aderito alla convenzione e che sono quelli che governano ogni quattro anni tutto il processo decisionale all’interno dell’UNESCO; un organo di valutazione che ha il compito di verificare le candidature che ciascuno Stato parte può fare in tre distinte liste. Come per la Convenzione sul Patrimonio Materiale, anche in questa convenzione sono previste delle liste in cui vengono elencati i patrimoni culturali immateriali considerati di particolare pregio da parte dei singoli Stati. La prima lista è la Lista Rappresentativa, cioè la lista che riunisce la più alta rappresentanza del patrimonio culturale immateriale per ciascuno Stato membro della convenzione. La seconda è la Lista degli Elementi a Salvaguardia urgente: alcuni Stati possono indicare all’UNESCO che c’è un patrimonio culturale immateriale in pericolo perché rischia, ad esempio, di estinguersi. La terza lista è quella delle Best Practices: poiché uno degli obiettivi dell’UNESCO è anche quello di educare, di informare, di trasmettere le conoscenze alle nuove generazioni, questa terza lista contiene le migliori pratiche per la salvaguardia del patrimonio culturale intangibile.
Dall’iscrizione di un elemento in una di queste liste derivano una serie di obblighi per gli Stati membri della convenzione. In primo luogo, un obbligo è inventoriare il patrimonio culturale immateriale, cioè avere un inventario unico e uniforme in cui sono indicati la natura, il contenuto, l’obiettivo, la comunità che pratica quel patrimonio culturale immateriale. In secondo luogo, adottare una serie di misure di salvaguardia finalizzate a fare in modo che quel patrimonio non venga disperso. Altri obblighi sono poi sostenere anche economicamente le comunità; fare in modo che nelle scuole e nei centri educativi quel patrimonio venga tramandato di generazione in generazione. Questa è la logica della Convenzione del Patrimonio Culturale Immateriale: definizione di patrimonio culturale immateriale molto ampia legata a elementi intangibili; definizione di una Lista Rappresentativa delle eccellenze del patrimonio culturale immateriale da parte di ogni Stato; obblighi sugli Stati per salvaguardare, tutelare e diffondere il di patrimonio culturale immateriale.


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