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16 - COME SI DIVENTA PATRIMONIO IMMATERIALE? IL CASO PANTELLERIA

  • Autore: PROF. PIER LUIGI PETRILLO

Come si diventa Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO? Quali sono le procedure che fanno sì che un elemento, una tradizione, una pratica diventi Patrimonio dell’Umanità UNESCO? Le immagini sullo sfondo sono le immagini della sede dell’UNESCO, del quartier generale dell’UNESCO a Parigi a Place de Fontenoy, dove è in corso il negoziato che abbiamo condotto ad ottobre dello scorso anno per ottenere il riconoscimento di Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità per la vite ad alberello di Pantelleria. Come si vede dalle immagini, si tratta di un negoziato mondiale, un negoziato sotto l’egida delle Nazioni Unite. Prima di tutto bisogna individuare bene che cos’è l’elemento, cioè che cosa si va a candidare.
Nel caso di Pantelleria andavamo a candidare una pratica agricola particolare che consiste nella coltivazione della vite, anziché nei classici filari, all’interno di conche che vengono realizzate a terra, su terreni molto aridi, privi di acqua. All’interno di queste conche, profonde circa 10-15 centimetri, viene piantato il vitigno. Anche la vendemmia è particolare perché deve essere fatta tutta a mano e, alla vista, queste viti non sembrano delle viti ma dei cespugli. Quella tradizione di Pantelleria si tramanda fin dall’epoca dei Fenici: sono secoli che il popolo pantesco tramanda questo modo di coltivare la vite, unico nel suo genere ed estremamente faticoso ed estremamente oneroso anche dal punto di vista economico.
Identificato l’elemento, identificata la comunità – in questo caso Pantelleria – è iniziato il lavoro di elaborazione del dossier secondo il formulario UNESCO. A un certo punto, quando il dossier era pronto e il Governo italiano ha ritenuto maturi i tempi per la candidatura di questa pratica, è partito il dossier per Parigi ed è iniziato il negoziato. Il negoziato dura in media 1-2-3 anni, a seconda di molti fattori: bisogna convincere gli Stati membri del Comitato Esecutivo e prima ancora convincere gli organi di valutazione. Le immagini di Pantelleria sono convincenti di per se: se si va a Pantelleria o se semplicemente si vedono le immagini di quel territorio ci si rende conto dell’unicità di questo paesaggio e dell’unicità di questa pratica agricola tipica di Pantelleria. Spiegato tutto questo ali 21 Stati membri che compongono l’organo di valutazione e ai 190 Stati che compongono il sistema UNESCO, siamo riusciti, nell’ottobre del 2014, a ottenere il riconoscimento dell’UNESCO. Quello che si vede nelle immagini è proprio il momento in cui il Presidente del Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dichiara Pantelleria e la coltivazione della vite ad alberello Patrimonio Culturale Immateriale. All’interno di questa grande sala dell’organizzazione parigina delle Nazioni Unite, alla presenza di tutti i rappresentanti di tutti gli Stati, l’anno scorso Pantelleria fu dichiarata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO e si trattò della prima pratica agricola al mondo a ottenere questo riconoscimento.
Dopo la proclamazione, un lungo applauso ha salutato il lavoro della delegazione italiana, che si vede nelle immagini, con la nostra ambasciatrice all’UNESCO che è la prima negoziatrice di questo riconoscimento. Che cosa accade da quel momento? Da quel momento in poi prende la parola l’Italia e a quel punto la responsabilità della salvaguardia dell’elemento diventa una responsabilità di tutto il Governo italiano, perché dal momento in cui un elemento viene dichiarato Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO quell’elemento diventa un patrimonio di tutti.
È vero che spetta allo Stato, in questo caso al Governo italiano, tutelare quel patrimonio ma essendo patrimonio di tutti qualsiasi cittadino ha il dovere di salvaguardarlo, di tutelarlo e di valorizzarlo. Quelli che vedete nelle immagini sono i momenti in cui la nostra ambasciatrice prende la parola per ringraziare a nome del Governo italiano dopo questo lungo negoziato. Così si diventa Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO: un difficile lavoro con le comunità, con i territori per capire la storia, le tradizioni, le identità di quella comunità, poi un faticosissimo negoziato a livello mondiale che coinvolge tutti gli Stati membri di questa convenzione e si conclude con quel battimano, nella migliore delle ipotesi.


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