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15 - IL VALORE SOCIALE E CULTURALE DELLA DIETA MEDITERRANEA: LA CONVIVIALITA'

  • Autore: PROF. MARINO NIOLA

Uno dei valori fondamentali della Dieta Mediterranea che, anche in quanto tale è stata considerata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, è la convivialità, cioè il condividere il cibo, il mangiare insieme il cibo, che è quello che facevano gli antichi: i greci quando si riunivano nel simposio. Non a caso Platone scrive un’opera famosissima, uno dei capolavori del pensiero occidentale che si chiama proprio “Il simposio”, il condividere, il bere insieme il vino. Plutarco, un altro grandissimo pensatore greco, diceva che “gli uomini non si mettono a tavola per mangiare ma per mangiare insieme”: questa frase che ci viene ripetuta spesso ha ancora più senso oggi perché la nostra alimentazione è sempre più lontana da questi modelli. Noi mangiamo spesso da soli, in fretta, qualche volta con la faccia al muro senza comunicare con nessuno: in questo caso il cibo che mangiamo può essere il più salutare del mondo ma non ci farà molto bene proprio perché manca quell’elemento fondamentale dello scambio, della condivisione, del dono perché il cibo è anche dono, dell’ospitalità, un antico valore del Mediterraneo.
Tutto il mondo greco ma anche il mondo latino, anche se in modo diverso, aveva il culto dell’ospitalità perché nell’ospite c’era il dio nascosto. In molti miti si racconta proprio questo: che Zeus o gli altri Dei si presentano agli uomini sotto forma di ospiti o di mendicanti e molto spesso chi li scaccia viene castigato mentre chi li accoglie fraternamente viene premiato. Da questo punto di vista l’ospitalità è un valore fondamentale della Dieta Mediterranea, del modo di vivere mediterraneo ancora oggi strettamente legato alla convivialità. Ed è un valore anche religioso, un valore evangelico: non a caso molto spesso nei Vangeli Cristo dice “io sono uno straniero, sono venuto da lontano e voi mi avete accolto”, mentre in altri passaggi si definisce “il lievito della vita” o “il sale della vita”. Sono tutti elementi che si aggiungono al cibo, che vengono da lontano e da questo punto di vita la coppia convivialità-ospitalità è una sorta di algoritmo virtuoso della Dieta Mediterranea che l’UNESCO ha giustamente individuato e valorizzato. Ora sta a noi tradurre questi valori, che l’UNESCO ha considerato Patrimonio facendone quindi dei paradigmi, trasformarli in una regola della nostra vita quotidiana e di modificare e correggere laddove possibile i rapporti che noi abbiamo con noi stessi e con gli altri. Solo se riusciremo a fare della Dieta Mediterranea un modo di vivere e di condividere, di vivere e convivere allora il messaggio dell’UNESCO avrà raggiunto in pieno il suo scopo.
Questo probabilmente costituisce, oltre che una delle grandi sfide, una delle più realistiche chances che si offrono all’umanità di uscire dall’impasse attuale e riuscire effettivamente a nutrire il Pianeta nel futuro in una maniera sostenibile, pulita, sana e giusta. Per concludere, se volessimo racchiudere in una frase il senso della Dieta Mediterranea, della condivisione, dovremmo sintetizzarla così, con il titolo di un famoso spettacolo prima teatrale poi televisivo: “Aggiungi un posto a tavola”. La regola aurea della Dieta Mediterranea è: ricordati di aggiungere un posto a tavola.


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