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1 - L’UNESCO E LA TUTELA INTERNAZIONALE DEL PATRIMONIO CULTURALE

  • Autore: PROF. PIER LUIGI PETRILLO

L’UNESCO e la tutela internazionale del Patrimonio culturale. Che cos’è UNESCO? Quali sono le convenzioni, le attività, i programmi, le iniziative che pone in essere questa agenzia delle Nazioni Unite?  La parola UNESCO è composta da “UN” che sta per “United Nations”, “Nazioni Unite”, dalla “O” finale che sta per “Organizzazione”, mentre quello che è il core business di questa organizzazione delle Nazioni Unite ce lo dicono le lettere “ESC”: “E” come “education”, “S” come “science” e “C” come “culture”, quindi educazione, scienze, culture. Questa organizzazione delle Nazioni Unite nasce all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, nel 1945, e riunisce 193 Paesi più 7 Stati associati, cioè Paesi sovrani che tuttavia non hanno lo status di Paese membro. Gli obiettivi principali di questa agenzia delle Nazioni Unite sono tutelare e diffondere la cultura e le diversità culturali del mondo; affermare i principi legati alla biologia, alla scienza della vita, alla scienza della terra ed educare, soprattutto le nuove generazioni, al rispetto della pace, dei diritti, delle tradizioni, delle diverse culture. Le linee di azione dell’UNESCO, quindi, sono cinque: educazione, cultura, scienze naturali, scienze umane e sociali (soprattutto azioni per la promozione dei valori legati alla democrazia), comunicazione e informazione.
In questo corso, dedicato alla Dieta Mediterranea, quello che conta è il settore della cultura. Nell’ambito della cultura l’agenzia delle Nazioni Unite si occupa in particolar modo, ma non solo, del Patrimonio Materiale e del Patrimonio Immateriale, cioè del Patrimonio culturale tangibile, che si tocca (come il Colosseo) e del Patrimonio culturale Immateriale, vale a dire le tradizioni, le arti, i mestieri, tutto quello che non si può toccare ma che appartiene all’identità di una comunità e di un territorio. Nell’ambito del Patrimonio Materiale la Convenzione UNESCO del 1972 sulla Protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale dell’Umanità è probabilmente la convenzione più famosa in assoluto, è quella dei siti UNESCO, dal Colosseo al Duomo di Milano alle Cascate del Niagara: è la convenzione che tutela il Patrimonio culturale nella sua dimensione materiale. La seconda convenzione, che è molto più recente perché è del 2003, invece va a salvaguardare il Patrimonio culturale Immateriale dell’Umanità.
La prima convenzione del 1972 attualmente conta 51 siti iscritti per parte italiana ed è una convenzione “globale” che riunisce più di 180 Stati e che funziona attraverso riunioni annuali dell’organo esecutivo: ogni anno l’organo di governo di questa convenzione decide quale sito, quale Patrimonio culturale Materiale, ha bisogno di essere tutelato in ambito UNESCO e ha diritto di ottenere il riconoscimento dell’UNESCO. I siti eccellenti per definizione, i siti del “superlativo della bellezza”, i siti Patrimonio dell’Umanità, sono identificati da un logo specifico. L’Italia conta 51 siti che hanno ottenuto questo riconoscimento: è il primo Paese al mondo per siti che hanno ricevuto il riconoscimento dell’UNESCO. Il riconoscimento può essere dato sia al Patrimonio Materiale di tipo culturale in senso stretto sia al patrimonio culturale naturalistico. Con la prima categoria, patrimonio culturale in senso stretto, si intendono monumenti, gruppi di edifici, siti di valore storico, estetico, archeologico, scientifico, etnologico, antropologico ma anche paesaggi culturali, paesaggi agricoli e paesaggi vitivinicoli. Il penultimo sito che l’Italia ha iscritto è proprio un paesaggio vitivinicolo, quello delle Langhe Roero e Monferrato: per la prima volta nel 2013 l’UNESCO ha riconosciuto un paesaggio vitivinicolo italiano Patrimonio dell’Umanità. Per “patrimonio naturalistico” si intendono invece quei siti caratterizzati da unicità fisiche, biologiche, geologiche, da un habitat di specie animali e vegetali di particolare valore eccezionale, unici al mondo. L’Italia ha iscritto in questa categoria, ad esempio, le Dolomiti e le Isole Eolie.  La seconda convenzione, quella dedicata al Patrimonio Immateriale, più recente perché nata nel 2003 ratificata dall’Italia nel 2007, riguarda tutte quelle prassi, quelle tradizioni, quelle conoscenze, quel know how che non si può toccare.


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